I vini valdostani

Nel solco vallivo della Dora Baltea, la coltura della vite è segnalata in tempi remoti. La Valle d'Aosta è terra di contrasti e neppure i vitigni della regione si sottraggono alla regola. Gli estremi dell'habitat della vite sono Pont Saint Martin, dove a 300 metri di quota le rocce riverberano i raggi solari rendendo possibile la crescita di specie vegetali esotiche, e Morgex, dove a 1200 metri di quota larici e abeti si arrampicano sui primi pendii del Monte Bianco. Nel corso dei secoli i viticoltori valdostani hanno modellato il paesaggio, creando angoli suggestivi che presentano pergolati abbarbicati a massi ciclopici oppure filari che si inerpicano verso la sommità dei pendii. Una sintesi dell'affascinante mondo vitivinicolo di questa regione può essere scoperta con un breve viaggio sulla Route des Vins fra le caves che producono, invecchiano e vendono i 20 vini a DOC della Valle d'Aosta.

 

 

L'arte di fare il vino

Utilizzando un'uva cresciuta e maturata in un ambiente aspro e caratterizzato da forti contrasti termici, il vigneron applica ancora antiche regole trasmesse attraverso le generazioni. Dalla potatura all'imbottigliamento, l'introduzione delle più moderne tecnologie ha mantenuto il carattere tradizionale della viticoltura valdostana.

 

I vitigni valdostani

I vitigni tradizionalmente presenti sono: i rossi Nebbiolo, Petit Rouge, Neyret, Vien de Nus, Fumin, Mayolet, Prié Rouge; i bianchi Muscat de Chambave, Pinot Grigio, Blanc de Morgex , Prié Blanc. I vitigni di recente introduzione sono: i rossi Pinot Nero, Gamay, Dolcetto, Syrah; i bianchi Pinot Bianco, Muller Thurgau, Chardonnay, Petit Arvine.Sono stati ripresi e selezionati alcuni vecchi vitigni locali: Cornalin, Prëmetta, Muscat Rouge, Gros vien.

 

l vino in Valle d'Aosta

In Valle d'Aosta la viticoltura ha origini antichissime anche se i primi documenti della coltivazione della vite risalgono al 1032 e al 1035. Gli affreschi dei castelli e delle chiese medioevali che riproducono scene in cui trova posto la vite sono un segno della sua importanza.Nel passato il vino era una bevanda che, per le qualità energetiche, ben si adattava ad una alimentazione destinata a rendere più accettabile la dura vita dei contadini. Nel Medioevo inoltre il vino costituiva spesso il censo dovuto a nobili e prelati.Da un cartolario del XIV secolo si apprende che il censo vinario dovuto all'Arcivescovo di Aosta da parte delle parrocchie di Saint Jean, Saint Etienne, Saint Martin de Corléans, Saint Christophe e Quart, ammontava a 84 ettolitri. I nobili dei castelli erano soliti accompagnare i banchetti con abbondanti libagioni.Una cronaca del XV secolo segnala i numerosi vini serviti alla tavola del re di Francia Carlo VIII, ospite di Giorgio di Challant.Nel passato la produzione di vino in Valle d'Aosta era divenuta così consistente da essere esportata nel Vallese e nella Tarentaise. Dalle colline di Chambave una via del vino raggiungeva la valle del Rodano probabilmente attraverso il col Collon e il colle di San Teodulo a oltre 3 mila metri di quota.Questi sono solo cenni della lunga storia del vino in Valle d'Aosta, sufficienti però a mettere in risalto l'importanza della preziosa viticoltura nella regione racchiusa tra più alte montagne d'Europa.Gli attuali 20 vini a DOC sono il frutto dell'opera di qualificazione del prodotto condotta dai viticoltori valdostani e sostenuta dal notevole contributo dell'Amministrazione Regionale.

 

Assistenza tecnica, ricerca e qualità dei vini.

l'Amministrazione Regionale ha sempre guardato con orgoglio al suo patrimonio vitivinicolo, e lo tutela con opportuni provvedimenti legislativi e finanziari. Fin dal dopoguerra ha promosso l'istituzione della Scuola di Agricoltura e dal 1973 l'organizzazione di una assistenza tecnica qualificata con indirizzi nella concimazione, nella potatura, nei trattamenti antiparassitari e nei lavori di coltivazione. Altra iniziativa fondamentale è la promozione delle Caves Coopératives e la realizzazione delle loro strutture. L'opera dell'Amministrazione Regionale è anche rivolta all'allestimento dei vivai regionale di barbatelle, agli interventi di riorganizzazione e ricomposizione fondiaria, all'espletamento delle pratiche per l'ottenimento della DOC., al controllo qualità tramite le commissioni di degustazione, nonché alla ricerca di iniziative di carattere promozionale. Le attività di assistenza tecnica alla coltivazione e alla produzione vengono svolte direttamente dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura sia nella fase di ricerca che in quella di divulgazione. Per l'aggiornamento della ricerca è stato istituito ad Aosta il Centro di ricerca della viticoltura di montagna (CERVIM) al quale aderiscono i principali centri europei di ricerca.