La frutta della Valle d'Aosta

Il clima della Valle d’Aosta ha permesso da tempi antichi la coltura di alberi da frutta nella valle centrale e nelle valli tributarie. Numerose varietà di meli e di peri sono oggi accudite con amore da frutticoltori locali e si sviluppano sullo sfondo di maestosi ghiacciai. La mela è il frutto più diffuso in questa regione protetta dalle più alte montagne d’Europa con una produzione di 50mila quintali annui. Le piante raggiungono i mille metri di quota sui versanti con favorevole esposizione. Le virtù alimentari e salutari di mele Renette, Golden Delicious, Jonagold e Starking sono note da tempo e in Valle d’Aosta la qualità del prodotto è garantita dal clima che rende necessari pochissimi trattamenti antiparassitari. La Cofruits, cooperativa che si occupa della raccolta, della conservazione e della commercializzazione della frutta valdostana, ha posto per prima sul mercato nuovi prodotti come le mele essiccate e le pere Martin sec sciroppate conservate in vasi di vetro e alcune ricette  tipiche.

 

Una coltura tradizionale

In Valle d’Aosta la frutticoltura era una pratica già diffusa alla fine dell’’800 sia nel fondovalle della Dora Baltea sia nelle valli laterali.

La facilità di conservazione di mele e pere era abitualmente sfruttata dai valligiani per protrarre nel cuore dell’inverno il consumo di frutta. Pagliai e cantine non eccessivamente umidi erano il naturale magazzino della preziosa scorta di vitamine.

 

Un ambiente particolare

La natura ha accordato alla Valle d’Aosta una posizione intramontana che determina condizioni favorevoli alla coltura di frutta sana, dai colori e profumi intensi.Il clima estivo, secco e ventilato frenando naturalmente lo sviluppo della più pericolosa delle crittogame, la ticchiolatura, limita la necessità dei trattamenti anticrittogamici.Le forti escursioni termiche tra il caldo del giorno e il freddo della notte nel periodo della maturazione conferiscono ai frutti una colorazione intensa con profumi e sapori particolari.

 

Frutta valdostana, frutta sana

Le particolari condizioni climatiche della nostra Regione e la ridotta specializzazione colturale dei frutteti, hanno da sempre permesso di effettuare una difesa fitosanitaria caratterizzata da un limitato numero di interventi con prodotti chimici.Per questa ragione la frutta valdostana è tra le più sane in relazione alla presenza di eventuali residui di fitofarmaci.I Servizi dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, anche in collaborazione con l’Institut Agricole Régional, hanno condotto una ricerca, a partire dal 1986, per verificare il livello dei residui di prodotti impiegati nella difesa delle pomacee, presenti sulla frutta della Valle d’Aosta al momento della raccolta.Da questa indagine è emerso che un’altissima percentuale di campioni si è dimostrata priva di residui, nella restante parte dei campioni, peraltro decisamente esigua, sono stati rilevati residui in quantità di molto inferiori al 50% del limite di tolleranza; questo significa che la percentuale, peraltro bassissima, di frutta valdostana che presenta dei residui, ne contiene comunque molto meno della metà della quantità massima tollerata dalle già severe disposizioni normative.Questi dati non solo garantiscono il consumatore che il bene acquistato può essere consumato tranquillamente, ma valorizzano la frutta locale perché dimostrano analiticamente che essa è quasi sempre priva di residui e, solo in casi limitati, contraddistinta da livelli molto inferiori a quelli già definiti come innocui per la salute.